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IL CINEMA NECESSARIO...
 

Il panorama cinematografico italiano degli ultimi anni lascia perplessi.

In particolare viene da chiedersi se i problemi di un trentenne siano solo quelli della biondina che ci si vorrebbe fare e l’angoscia del dover/voler tradire la propria futura moglie.

Di fronte a tale drammatico quesito ci chiediamo: “E l’affitto?”.

Insomma la commedia d’amore “fa mercato” o almeno così dicono, però non è possibile vedersi rappresentati sempre e solo così, non pare davvero possibile che questa possa essere l’unica cosa importante nelle nostre vite.

La domanda è ovvia: perché vengono fatti passare solo contenuti di “non riflessione”?

La risposta è altrettanto ovvia: è comodo fare del cinema un luogo di solo intrattenimento, in cui le storie risultano “soporifere” per le coscienze, e si esce poi dalla sala con senso di appagamento per l’amore che trionfa nella vita di un altro.

Ci si lamenta che nessuno va al cinema o che tutti vanno a vedere i blockbuster americani, quando è evidente che finché il cinema italiano sarà solo trash o seghe mentali, molti opteranno per altre visioni.

E allora che cosa abbiamo noi che gli americani non posso avere?

È semplice: la realtà, la nostra realtà.

Quello che succede tutti i giorni, quello che ci coinvolge, ci segna. Le nostre vite.

E’ tutto qui, davanti a noi, senza bisogno di costosissimi effetti speciali, senza diritti d’autore da pagare.

E poi siamo in Italia, Paese in cui il cinema ha vissuto stagioni importanti proprio quando ha voluto fotografare il sociale nelle sue mille “tragicomiche” sfaccettature.

Il NeoRealismo era pregno del disagio del dopo guerra, la tanto citata “Commedia all’Italiana”, era una fotografia a tinte forti del boom dell’ Italia degli anni ’50.

Ma tutto questo sembra dimenticato.

Noi crediamo nelle storie urgenti, che debbano essere raccontate, in soggetti che riportino la vita vera sul grande schermo, con il linguaggio che ognuno ritiene proprio, ma con la forza della storia e del sottotesto che si fotografa.

Noi crediamo nel cinema necessario.