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19/10/2005
Repubblica.it - «Il Vangelo secondo Precario», il cinema si accorge del lavoro atipico
 
  • di Luigina Venturelli
    19/10/2005

    Quattro storie di ordinaria flessibilità su cui vigila dall’alto dei cieli Sandro Precario, un pugile morto per sbaglio a cui San Pietro ha delegato l’archiviazione delle preghiere dei precari che continuamente giungono dalla terra. È il «Il Vangelo secondo Precario», primo lungometraggio italiano sul mondo del lavoro atipico.

    Dura faccenda quotidiana con cui si fa a pugni tutti i giorni, argomento d’elezione nelle conversazioni tra amici, preoccupazione costante negli incubi notturni di cui, però, il cinema nazionale sembra non accorgersi. «Il precariato è assente dalle produzioni cinematografiche italiane - sottolinea il regista 29enne Stefano Obino - relegato in documentari sui casi limite, sugli stereotipi da call center che alla fine creano distacco da situazioni in continua evoluzione. In questo film si parla invece di varie tipi di precari, compresi quelli con lauree e master destinati in teoria a lavori sicuri e ben pagati. La realtà è ben diversa, il precariato riguarda tutti, atomizza uomini e donne considerandoli contratti più che persone».

    Ecco dunque le vicende di Marta, impegnata in un’improbabile indagine Ixtat, di Dora, stagista televisiva a cui regolarmente vengono rubate le idee, di Franco, aspirante scrittore e agente finanziario per vivere, di Mario, avvocato in attesa di diventare socio dello studio legale. Per parlare seriamente di flessibilità, guarda caso, ci doveva pensare un gruppo di giovani direttamente coinvolti dal problema che attraverso internet hanno raccolto decine di storie vere dai loro coetanei.

    Alle prese con una ulteriore scommessa rivoluzionaria: produrre il film dal basso senza passare dall’industria, chiedendo il sostegno economico di migliaia di persone attraverso la rete. E la risposta non è mancata: in breve si sono mosse centinaia di persone e decine di associazioni tra cui Arci, Nidil, Cgil, Cisl, Acli e Società di Mutuo Soccorso per raccogliere i 40mila euro necessari alla produzione del lungometraggio (a fronte di opere prime finanziate con milioni di euro). «Abbiamo messo in piedi un sistema di autoproduzione, frazionando il badget in tante sottoscrizioni da 10 euro che danno diritto a una copia del dvd e al proprio nome nei titoli di coda. Il film offre così spunti di riflessione sui contenuti ma anche sulle modalità di produzione, che grazie alle nuove tecnologie possono diventare più snelle e più libere».

    Dopo l’anteprima, giovedì 20, alla Camera del Lavoro di Milano, lunedì 24 ottobre «Il Vangelo secondo Precario» prodotto da OltreMedia uscirà in 150 sale e circoli in tutta Italia, con una proiezione speciale al cinema Anteo di Milano organizzata dall’assessorato alle politiche giovanili della Provincia (l’elenco completo sarà presto disponibile on line sul sito www.ilvangelosecondoprecario.org)

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