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12/06/2005
Film tv
 

Mario lavora tutto il giorno ma nessuno lo nota. Dora si guarda allo specchio recitando la scritta appesa ai lati: io sono bella. Franco è out, stagista da due anni. Sandro Precario, invece, muore per sbaglio investito da un’auto mentre fa jogging e come il Warren Beatty di Il paradiso può attendere finisce in stand by, in attesa - appunto - di un’altra sistemazione che dipende niente di meno che da San Pietro in persona: con distaccato stupore, il malcapitato verrà a conoscenza che anche in Cielo vanno di gran moda i contratti a progetto.

E poi ci sono Mario, Marta, Franco personaggi in cerca di lavori quanto meno dignitosi in un film davvero singolare fin dalle modalità produttive, Il Vangelo secondo Precario, diretto da Stefano Obino, regista tuttofare, due anni di call center per prepararsi involontariamente allo spirito di un’opera che dovrebbero vedere tutti.

O almeno quei quattro milioni e oltre di precari che affollano il nostro paese e quella (maggior) parte di loro che non ha nessuna protezione in caso di malattia, infortunio, gravidanza. Singolare a cominciare dalle modalità produttive: quarantamila euro raccolti con sottoscrizioni puntualmente citate nei corposi e doverosi quanto non mai titoli di coda. E con l’appoggio, il sostegno e la solidarietà di svariate figure della cosiddetta società civile.

I ragazzi, insomma, si sono dati da fare, togliendosi una bella soddisfazione, vendicandosi e vendicando migliaia di “colleghi”. Stefano Cella, per esempio, che nel film interpreta un bastardissimo direttore di una Tv locale, è il fondatore di OltreMedia e qui ha curato anche la produzione esecutiva.

Elisa Valtolina (Dora), si definisce «precaria flessibile per eccellenza», visto che ha imparato a trasformarsi da stylist a redattrice, da educatrice in un asilo ad assistente di produzione di Fabio Volo via via fino a presentarsi in vesti d’attrice, non prima di avere disegnato i costumi del Vangelo e scritto assieme ad altri le sue pagine più apocrife.

Marina Remi è una perfetta Marta. Giovanni De Giorgi un Mario che scopre sulla sua pelle un paio di mostruosità contemporanee. Davide Stecconi è Franco, che forse diventerà scrittore o forse padre o forse entrambi. Insomma, il lavoro - nel Terzo Millennio - cambia connotati: mobilita l’uomo, ti vincola e non ti libera. Scandito da slogan che ironizzano con fermo sarcasmo sull’ordinaria flessibilità, con un gustoso cameo recitato da Nando Dalla Chiesa (che imita Silvio Berlusconi), Il Vangelo secondo Precario oltre a essere la migliore opera prima italiana di questa stagione, è un manifesto elettorale che i politici che hanno a cuore le sorti del futuro del nostro paese non dovrebbero sottostimare.

 Anche perché viene proiettato da qualche mese nelle destabilizzanti sale del cinema che non si vede, almeno agli occhi dei multiplex: nelle sedi dei sindacati e di numerosissime associazioni oppure nei locali di quello che una volta veniva chiamato circuito d’essai.

Prodotto e distribuito dalla citata OltreMedia (la cui sede è a Milano, in via Panni io, cap 20121, tel. 02-6552806) su iniziativa del Circolo Arci “I Mostri” (c/o Arci Bellezza, in via Bellezza i6, sempre a Milano), è anche disponibile in dvd: basta cliccare www.ilvangelosecondoprecario.org e leggere: la militanza ha (l’)oro in bocca.

Aldo Fittante