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24/01/2006
www.altratv.it - "Il Vangelo secondo precario - e la rete produce cinema"
 

“IL VANGELO SECONDO PRECARIO”
E LA RETE PRODUCE CINEMA

Grazie ad Internet hanno raggranellato quarantamila euro
per raccontare la condizione del lavoro di noi giovani

Un gruppo di amici uniti dalla forte passione per il cinema e dalla determinazione a realizzare le loro idee artistiche anche quando tutte le porte si chiudono in faccia.
E’ questa la molla che ha animato il progetto “Il vangelo secondo precario”, uno dei primi film italiani prodotti “dal basso”, cioè finanziato raggranellando soldi via Internet.
Gli animatori del progetto, infatti, sfruttando le potenzialità aggregative e promozionali dalla Rete hanno fanno nascere una vasta platea di finanziatori che, con piccoli contributi di poche decine di euro ciascuno, hanno permesso alla produzione di raccogliere i 30.000 euro necessari a girare la pellicola.
In questo modo, è nato un film che nessuna casa produttrice avrebbe mai finanziato, perché considerato poco interessante per il mercato e anche perché tratta un tema scomodo, quello del precariato professionale, soprattutto quello giovanile. Per saperne qualcosa di più, Altratv ha intervistato il regista, Stefano Obino.

Ciao Stefano. Al di là del tema trattato, l’esperienza de “Il vangelo secondo precario” colpisce per le modalità innovative di reperimento delle risorse e per una produzione che nasce sfruttando le potenzialità collaborative rese disponibili dalla Rete. Vi siete ispirati ad altri progetti analoghi?
A Milano esistono già da qualche anno iniziative che costituiscono tentativi di produzione indipendente, da “Forza Cani” di Marina Spada allo stesso “Fame Chimica” di Antonio Bocola e Paolo Vari. Sicuramente queste esperienze sono state fonte di ispirazione per tentare di reperire fondi in maniera nuova.
La novità della nostra operazione è sicuramente costituita dall’utilizzo del metodo “Produzioni dal Basso” (www.produzionidalbasso.com), che lega il reperimento del budget, necessario alla produzione, alla suddivisione dello stesso in sottoscrizioni che, una volta reperite, danno il via alla creazione dell’opera.

Come si sono organizzate le sottoscrizioni?
Si è trattato di quattromila sottoscrizioni da dieci euro, che davano diritto ad un dvd omaggio del film ed al nome sui titoli di coda, per il reperimento di 40.000 euro. Sicuramente questo metodo ricollega fortemente i fruitori dell’opera ai contenuti che essa vuole esprimere. L’opera viene prodotta solo se, nel reperire le sottoscrizioni, mostra che il contenuto proposto è necessario per chi poi il film lo deve vedere. Lo svantaggio possibile è che, in una prospettiva di largo utilizzo di questo metodo, il marketing, necessario per promuovere l’iniziativa, sopravanzi il contenuto stesso e che quindi passino solo i progetti di chi è più bravo a proporli.

Il film nasce su Internet, ma la sua vocazione è quella di essere trasmesso nelle sale cinematografiche. Secondo voi, il futuro della distribuzione cinematografica è multicanale (sala, Internet, telefonino, ecc.), oppure il “luogo naturale” del “vero” cinema sarà sempre e solo la sala di proiezione?
Premesso che la sala rimane il miglior luogo in cui proiettare un film, credo sia necessario creare un forte dialogo tra i vari canali per rialzare un cinema, quello italiano, che vive un momento di forte crisi. Rimango permesso sulla possibilità di far vedere i film su un telefonino. Mi sembra un pò troppo deprimente vedere un film su telefonino. E’ svilente per il film.

Mi viene da pensare che utilizzare la Rete creando un prodotto “dal basso” sia un modo per liberare il cinema da vincoli non solo economici ma anche stilistici. Insomma, in questo caso, è vero che il “mezzo è il messaggio”? Quanto influisce il mezzo Internet sui livelli espressivi e linguistici del film?
Credo che il messaggio venga sempre prima del mezzo. Il messaggio deve avere una sua forte necessità perché questo lo fa vivere qualsiasi sia il mezzo utilizzato. Nel nostro caso il messaggio e l’opera sono contaminati attraverso la Rete perché, nella ricerca del materiale per la sceneggiatura, abbiamo chiesto attraverso il sito (www.ilvangelosecondoprecario.org) di inviarci storie di “ordinaria flessibilità”, storie che poi abbiamo utilizzato in fase di scrittura.

Denunciare o raccontare la realtà? Nel vostro progetto che rapporto c’è tra il livello artistico e l’impegno sociale?
Secondo me l’impegno sociale fa parte della natura del singolo, quindi è imprescindibile dall’atto artistico. Tuttavia un film resta un film e non può sostituirsi alla lotta per i diritti. Al massimo può generare riflessione e dibattito fra realtà che sono interessate al problema trattato.

Il sogno di Altratv è quello di una televisione che rompe i tradizionali schemi contenutistici, organizzativi e produttivi sfruttando in modo intelligente le potenzialità delle nuove tecnologie. “Il vangelo secondo precario” è la testimonianza che è possibile sognare anche un “altro cinema”? Grazie al progresso tecnologico il cinema potrà scoprire nuovi spazi di autonomia creativa e di innovazione dei contenuti?
Sicuramente l’interazione tra tecnologia e contenuti porterà alla creazione di nuovi linguaggi e nuove vie per creare. Anche se bisogna sempre fare attenzione alla forte libertà e facilità data dalla tecnologia ed avere sempre presente ciò che si vuole dire, senza sovraprodurre, ma cercando i contenuti.

Un bilancio della vostra esperienza?
Il bilancio è più che positivo, soprattutto per la forza e la massa di persone che hanno voluto credere nel “Vangelo” o anche solo vederlo. A Milano, al cinema Anteo, si è avuta una chiara dimostrazione di quanto non sia vero che la gente non vuole più andare al cinema. Laddove il contenuto sia necessario, moltissime persone fanno la fila per vedere un film.

Avete già in cantiere altri progetti?
Proseguiamo con il nostro metodo, cercando di dimostrare che oltre al produrre dal Basso, è possibile distribuire nello stesso modo. In tal senso invito tutti ad andare sul nostro sito www.ilvangelosecondoprecario.org e seguire la nuova fase “E Vangelo fu” che si propone di distribuire, nei prossimi mesi, il film in maniera indipendente.
Per contatti: ilvangelosecondoprecario@gmail.com


Roma_15_01_2006

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